Piani Eterni – Parco Dolomiti Bellunesi

L’inverno, con la neve, è iniziato molto tardi. Siamo ormai in febbraio (2016) e le nevicate sono state poche e passeggere. Ma ieri notte ha nevicato, solo una dozzina di centimetri, oltre i 1000/1200 metri. Sentieri e montagne rimangono, però, ben percorribili: io e Tallulah ne approfittiamo. Siamo nella parte centrale del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi  (QUI la mappa del Parco): risalgo la Val Canzoi, tra Feltre e Cesiomaggiore, fino al Lago della Stua, dove lascio l’auto, all’ex Albergo Alpino Boz, che oggi si chiama “Ai 4 pass” (m 660 slm). Da qui si prosegue a piedi, passando accanto alla diga, costeggiando la destra orografica del bacino artificiale. D’estate dev’essere molto frequentato, ma in febbraio, di giovedì, non incontriamo nessuno.

Il primo tratto (sent. 806) è tranquillo, quasi pianeggiante, fino alla fine del lago, al bivio tra i sentieri 806 e 802. Si segue a destra e si incominciano a guadagnare metri di dislivello, con la mulattiera che fa sentire la pendenza. La prima neve compare quando superiamo i 1100 m di altitudine, finora l’aspetto dell’ambiente è stato più o meno quello d’ottobre. Solo una traccia ci ha preceduto, una andata e ritorno: non siamo i primi a passare dopo la nevicata.

La mulattiera concede ben poco al fiato, ripidi tornanti ci portano sempre più su, fino al bivio (1h30”), sulla sinistra. L’indicazione è poco chiara, per chi non sa, due cartelli: “Porzil / Pinea“, comunque entrambe le opzioni conducono ai Piani Eterni. Prendiamo il sentiero a sinistra, che abbandona la mulattiera, è un po’ più breve. Ci inoltriamo in una stretta valle tra gli abeti e in meno di un’ora giungiamo al terrazzo con vista splendida sui Piani Eterni. Il tempo è terso, un bel sole limpido e la neve che riflette la luce rendono il paesaggio estremamente luminoso. Un branco di una dozzina di camosci si muove in alto a sinistra, sui lati del Col Sparvier. In breve siamo sul pianoro sottostante.

Abbiamo fatto 1000 metri di dislivello (2h20”), Tallulah sempre al seguito, senza fatica, ma anche senza slanci particolari. La vista di questa grande piana appena innevata, su cui si può però camminare (o correre!) senza problemi, la elettrizza… e quasi non avesse fatto nessuna fatica fino ad ora, inizia a saltellare e far brevi scatti (concessi dal guinzaglio da 5 metri). Valuto: i camosci sono molto lontani …le faccio un regalo, la libero. Corre come una matta su e giù, sfogandosi e godendosi la piana, mentre procedo verso le casere, godendo anche io della bellezza del luogo.

La riprendo con me, e ci avviciniamo insieme alla Casera Brendòl (m 1686 slm). Questa offre una grande stanza accessibile, con tavoli e panche per mangiare, ma nessun letto o stufa per un pernottamento. Proseguiamo verso la vicina Casera Erera. Qui si trova, invece, un sottotetto con alcuni letti e materassi, ma senza possibilità di riscaldamento. Ci fermiamo per il pranzo ai tavoli antistanti la malga.

Dopo pranzo proseguiamo, sul sentiero 802, verso forcella Pelse (m 1847 slm), che permette di aggirare il Monte Mondo e dirigersi giù, verso la valle del Mis. In circa 45 minuti raggiungiamo la Casera Campotorondo (m 1763 slm): punto logistico del Parco, è costituita da due edifici, uno chiuso, l’altro aperto agli escursionisti. Quest’ultimo è spazioso: al piano terra una stanza con tavoli e panche; a destra una stanzetta con tavolo, lavandino e cucina economica, con gli attrezzi (accetta, sega) per la legna (che non manca, una scorta davvero abbondante è disponibile, dentro e nella piccola casetta adibita a legnaia fuori… grazie a chi ha provveduto!); una scala permette l’accesso al piano superiore, dove ci sono due camerette e il disimpegno con letti e materassi (12 posti).

Lana decide che anche il prato innevato di fronte alla casera è buono per una corsa, prima che venga buio. Infine la stanchezza vince, entriamo, accendiamo la stufa e ci godiamo il riposo in questo angolo di Parco meraviglioso.

Il mattino è freddo e terso, dopo aver sistemato e pulito riprendiamo la via del ritorno. Non ci piace molto fare la strada già fatta all’andata, e decido (dopo qualche titubanza e attenta riflessione) di fare una variante. Invece di tornare alla forcella Pelse per aggirare il Monte Mondo, decido di affrontarlo, risalendo la conca ripida (parte della “Busa del Toro”) del versante Nord del Monte Mondo. Fa freddo, la neve tiene, non è molto profonda, e con non poca fatica, in mezz’ora (sono circa 200 m di dislivello), arriviamo alla sella tra la cima del Monte Mondo e la Punta Pale Rosse. Un solitario camoscio ha assistito a tutta la nostra salita, dall’alto. La vista dei Piani Eterni, da qui è spettacolare. La discesa è agevole, la facciamo tranquilli, con la giusta attenzione, giungendo alla Malga Erera. Una bella sosta, con dormitina al sole della Lana. Di nuovo, poi, invece di riprendere il sentiero fatto all’andata, scelgo di percorrere la mulattiera, la via principale che porta ai Piani Eterni, che passa vicino alla casera Pinea: si tratta di un piccolo ricovero in muratura, con un semplice tetto in lamiera e il pavimento in terra, buono giusto per ripararsi da un acquazzone estivo. La mulattiera è molto bella, si snoda nel bosco rado di pini e abeti. Raggiungiamo il bivio, dove all’andata ho deviato per l’altro sentiero, e poi l’ultima parte del percorso è la stessa. Mi guardo intorno, osservo le cime soprastanti, notando che gran parte della neve del giorno prima è già sparita, sciolta da questo sole, che di invernale ha poco.

Le foto descrittive del tragitto e del luogo:

 

 

5 pensieri su “Piani Eterni – Parco Dolomiti Bellunesi

  1. Ciao Tommaso, ho scoperto per caso il tuo sito e ti voglio fare i complimenti. Foto davvero meravigliose, complice anche la tua bellissima compagnia! Da gennaio ho anche io una lupetta, che sfortunatamente prende malissimo la macchina.. Ma ci stiamo lavorando, mi fai proprio voglia di fare con lei qualche giro in montagna, dove i clc sembrano a loro agio più che mai. Continua così, aspetto le prossime foto!

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    1. Grazie dell’apprezzamento! Di sicuro arriveranno presto altri articoli, ce ne sono molti quasi pronti da pubblicare! Per qualsiasi consiglio, scrivimi pure 😉

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  2. Bravi e basta. Complimenti per le foto e, soprattutto, per le descrizioni dei percorsi. Finalmente leggo relazioni realistiche scritte da una persona ‘normale’. Perché ho spesso l’impressione che ci siano tanti fenomeni alpinisti e pochi camminatori. Resto in attesa di leggere le tue nuove avventure. Buon viaggio.
    Lucia e Edy – i bipedi –
    Feel, Balloo, Pierre e Filippo – i canidi –

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  3. Splendido racconto. Compagnia come quella è davvero invidiabile!
    Grazie per il fotoracconto e per la mappatura del tuo cammino, penso lo utilizzaro’ per le mie prossime escursioni. I Piani Eterni sono uno dei miei sogni….

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