Sotto il Pelf e La Schiara – Parco Naz Dolomiti Bellunesi

Questa volta un giro (lunghetto) in giornata, senza pernottamenti in bivacco, anche se ne sarebbe valsa la pena… Magari un’altra occasione! Un anello con paesaggi selvaggi immersi nel Parco nazionale delle Dolomiti Bellunesi

Partenza dalle “Case Bortot“, a 700 mslm, una piccola frazione di vecchie case, dove è possibile lasciare l’auto. Di qui parte il tracciato del sentiero CAI 501 (Alta via delle Dolomiti n°1). Per una buona mezz’ora si cammina in costa, con pochi saliscendi, nella faggeta, fino a scendere al “Ponte del Mariano”, che attraversa il torrente Ardo. Oltrepassato il ponte, prendiamo a destra per il sentiero 507. Giungiamo ad bivio successivo e prendiamo il sentiero 511, sulla sinistra, che inizia a salire con più decisione. Poco alla volta i faggi lasciano il posto ai larici, il paesaggio cambia al salire di quota. Siamo già oltre la metà di novembre i i larici hanno la veste quasi invernale, poco prima di perdere gli aghi, il paesaggio ha i toni caldi dell’autunno, ocra, giallo, marrone. Arriviamo al Bivacco della Medassa, 1340 mslm, dopo 1h40′ dal parcheggio. Il bivacco è incastonato nella roccia, con un piccolo terrazzo erboso di fronte. All’interno un letto a castello a “due piazze” con tavolato, senza materassi né coperte, un tavolo con panche e una piccola stufa di ferro. Direi accogliente, e il luogo dove sorge è molto bello davvero. Sulla sinistra si ha la vista sul versante Nord del monte Serva, poi in fondo si scorge l’altopiano del Cansiglio. Proseguiamo verso l’alto, verso la forcella Pis Pilon, a 1730 mslm. Un’oretta di paesaggio selvaggio e bellissimo, complice anche la stagione, in cui gli alberi lasciano il posto alle praterie in quota. Lana sale senza problemi, la tengo al guinzaglio, ci sono tracce di camosci e presto se ne accorge. Si accorgono anche loro della nostra presenza, uno in particolare rimane ad osservarci dall’alto, “soffiando” (il verso che fanno per dire “qui è casa mia”), vedete le foto sotto!

Giungiamo in forcella, la discesa nel canalone è ripida e rocciosa, si scorge già da qui il rifugio 7° Alpini. Durante la discesa, effettuata con attenzione, si apre sulla destra il grandioso anfiteatro di roccia della Schiara, con la Gusela del Vescovà ben visibile in alto, che incombe sul rifugio e sulla valle dell’Ardo. Arriviamo al rifugio 7° Alpini (1500 m slm), dove si trova anche, accanto ad esso, a due passi, il bivacco Lussato. Questo offre 8 posti letto con materassi e coperte, senza stufe per riscaldare.

Sono già le 16.30 quando iniziamo la discesa dal rifugio, lungo il sentiero che percorre tutta la valle del torrente Ardo. Complice l’ora serale, il sentiero è affascinante e selvaggio. In un’ora siamo nuovamente al Ponte del Mariano, e poi tutto il tratto in bosco fino a case Bortot, …che sembra non finire mai, complice la stanchezza di fine giornata.

Carta Tabacco 1:25000 foglio 24

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